6. L’agente segreto

Quando pensavo all’agente segreto, complicipropongo i film,
certi personaggi e la mia assoluta incompetenza, lo
immaginavo super palestrato, pieno di iniziativa e in grado
di cavarsela in qualsiasi situazione estrema.
Almeno, così lo immaginavo prima che la realtà con la sua
paradossalità si facesse maestra insegnandomi qualcosa.
Direi che molto è iniziato con la faccenda della rete
segreta denominata Gladio che doveva operare
clandestinamente nel caso in cui l’Italia fosse stata
invasa dalle truppe del Patto di Varsavia.
Dovevano fare saltare ponti, creare difficoltà all’invasore
e ognuno può dare sfogo alla sua fantasia anche se la
realtà è talvolta più divertente della fantasia. Quando,
infatti, al momento della scoperta della rete si è venuti a
conoscenza dei nomi di alcuni appartenenti
all’organizzazione, al di là della serietà della cosa in
sé, mi aveva preso una voglia matta di ridere: gli agenti
segreti, i possibili protagonisti di audaci azioni di
guerriglia erano persone normali con tanto di trippetta ai
fianchi, occhiali e tutto quell’armamentario che fa di una
persona, una simpatica e piacevole persona comune.
Ecco la grande lezione: l’agente segreto è il mimetizzato,
può stare seduto vicino a te in metropolitana, ma non lo
riconosci, non ha la divisa, non si agita, è
uno fra i tanti e fra i tanti
delle comunità, dei gruppi, delle associazioni, fra i tanti
che si raccolgono per qualsiasi motivo (lavoro compreso)
c’è quasi sempre anche lui: l’agente segreto.
Un agente particolare perché non ha dietro di sé nessun
mandante se non sé stesso. Non appartiene a nessuna rete e
non è al soldo di nessuno ma per tutto il resto è un super
agente anche se un piccolo limite non gli consente di
esserlo a pieno titolo.
Invisibile come ogni ottimo agente, si insinua fra la
folla, ascolta, guarda, registra tutti i particolari, ma
soprattutto ha una mostruosa capacità di ricordarli e di
collegarli l’uno all’altro.
Sei al bar e ti capita di dire che spaccheresti la faccia
all’allenatore della nazionale perché non ha fatto giocare
il tuo calciatore preferito? Lui registra e passando
immediatamente al suo archivio mentale segreto, con la
velocità di un computer di prossima generazione, scorre
tutte le frasi sentite da te che hanno attinenza con:
“spaccare la faccia”. Le scorre tutte, le cataloga e poi le
separa passando quindi in rassegna il verbo “spaccare” e
poi il sostantivo “faccia”. Il cervello lavora, “sì!”, hai
detto altre 70 volte spaccare: si è andati dal “non mi
spaccare i m...” a “ieri ho spaccato la legna”. Poi
considera: “faccia”... “faccia”, “sì!” trovato, il termine
lo hai usato 104 volte negli ultimi dodici mesi, hai detto
per esempio: “faccia da schiaffi”, “quella ragazza ha
proprio una bella faccia”. Ecco! Ecco! Hai spaccato la
legna, cioè, hai usato un legno e hai colpito tua moglie
(la ragazza) a legnate, dopo averle dato un sacco di
schiaffi.
Sì, questo è possibile, ma mancano i riscontri e allora
l’agente inizia a parlare, a far parlare; per lui, ormai,
tu sei un violento, uno che picchia la moglie e con questo
presupposto stuzzica, butta lì. Arriva a sapere.
Inesorabilmente arriva a sapere. Nulla gli sfugge, l’agente
segreto viene a sapere tutto e quando non sa, inventando,
ritiene di sapere ancora di più.
Da come sei vestito, da un sussurro di quasi pettegolezzo
ascoltato o stimolato, lui arriva a intessere la sua
ragnatela e giunge a ritenere di conoscere il tuo animo, i
tuoi pensieri: tutto! E tu sei finito, soprattutto se gli
sei antipatico, ogni volta in cui l’agente segreto inizia a
parlare e a portare prove inconfutabili: “te lo dico
io...”, “figurati se uno così non può fare anche
quello...”, “ti dico che me lo hanno detto”, “beh qualcosa
di vero ci deve pur essere!”.
Ma, si diceva, che questo tipo di agente segreto ha un
piccolo limite che non gli consente di esserlo a pieno
titolo: parla troppo e non tiene segreto nulla. Solo nei
confronti delle sue vittime è assolutamente segreto,
per tutti gli altri è
semplicemente un informatore.
Un informatore intoccabile... Forse perché un po
viscidino?
la foto è
stata scattata da me