tempo pasquale: settima domenica
La Parola di Dio - rito ambrosiano
23/05/09 15:40
Per noi libertà sta nel poter fare tutto ciò che si vuole e non solo, si guarda con assoluto sospetto tutto ciò che in qualsiasi modo possa limitare tale libertà.
In genere di fronte a proposte etiche che sembrano limitare questa libertà si dice più o meno: io rispetto la tua posizione etica e nessuno ti impedisce di seguirla, ma lascia gli altri liberi di fare come meglio credono.
A dir la verità questo criterio non è accettato nei rapporti economici dove chi firma un contratto si impegna alla sua osservanza e non può più fare ciò che vuole e, sempre per esempio, non è accettabile il criterio quando si tratta di costruzioni edili. Quando la mafia ha ritenuto di poter fare ciò che voleva, ha inventato quello che viene chiamato il cemento della mafia, un cemento adatto per procurare funerali a causa dei crolli delle strutture eseguite con quella amalgama molto impoverita.
All’ennesimo crollo si è, comunque, dovuto convenire che anche per quel che riguarda il cemento non si può fare ciò che si vuole.
La cosa si fa più ariosa e semplice per problemi più piccoli come il riconoscere o meno la vita, il definirne i confini, il tracciare i limiti all’accanimento terapeutico così come il tracciare i limiti al menefreghismo o al calcolo delle spese quando si tratta di vite ammalate che si ritengono non più utili alla società.
La libertà è un tema sonnacchioso al punto che ci riteniamo anche liberi di non pensarci affatto, ma quando casi limite vengono sbattuti in faccia attraverso i mezzi di comunicazione allora ci si risveglia e iniziano i tornei con lance, scudi e si improvvisa tutto quello che nel sonnecchiare si faceva senza pensare.
Con umiltà che è il suo stile, Gesù quando si trattò di tornarsene “a casa” dal Padre suo, fece un bel discorso ai suoi e senza parere, senza lance, né scudi fece, secondo me, un discorso da gran signore circa la libertà.
Più o meno (per il più e per il meno puoi verificare il brano che qui puoi trovare) Gesù disse, rivolgendosi al Padre suo e nostro: “io ora torno a te, finché sono stato in mezzo a loro li ho custoditi, ora devi seguirli in modo particolare perché sarò sempre con loro, ma non posso tenerli come le marionette e non posso neppure fare come una madre apprensiva che sciorina centinaia di consigli e raccomandazioni ai suoi figli.
E’ arrivato il momento in cui devono arrangiarsi un poco e se anche avranno l’aiuto dello Spirito Santo, nessuno potrà fare le cose al loro posto.”
E la libertà? Che la libertà piuttosto che essere faccio ciò che voglio (che del resto è impossibile) sia, invece, un vedersi affidato un compito, un mandato, un mondo di valori per decidere ogni giorno se, come e quando vivere secondo essi?
E’ libero chi non ha meta o chi, avendola, deve decidere ad ogni passo se fermarsi, tornare indietro, correre o camminare?
La meta, però, la devo imporre a tutti? E’ un altro discorso questo e magari ci sarà occasione per poterlo fare, certo che molto dipende dalla ragionevolezza della meta e del tragitto scelto, anche se questo porterebbe a disquisire sulla possibilità o meno della ragione di accedere a qualcosa di comunemente condivisibile, con il sospetto, però, che a furia di dire che non esiste una verità certa ci si troverebbe in difficoltà anche a fare una tale affermazione in modo certo e che, alla fine, a chi fa una simile affermazione non resterebbe altro che... fare come quando si era bambini: quando sembrava di aver esaurito gli argomenti pur con la convinzione di aver ragione, si partiva a fare a botte con una valanga di colpi.
Qui trovi il brano del Vangelo secondo Giovanni cui si fa riferimento
In genere di fronte a proposte etiche che sembrano limitare questa libertà si dice più o meno: io rispetto la tua posizione etica e nessuno ti impedisce di seguirla, ma lascia gli altri liberi di fare come meglio credono.
A dir la verità questo criterio non è accettato nei rapporti economici dove chi firma un contratto si impegna alla sua osservanza e non può più fare ciò che vuole e, sempre per esempio, non è accettabile il criterio quando si tratta di costruzioni edili. Quando la mafia ha ritenuto di poter fare ciò che voleva, ha inventato quello che viene chiamato il cemento della mafia, un cemento adatto per procurare funerali a causa dei crolli delle strutture eseguite con quella amalgama molto impoverita.
All’ennesimo crollo si è, comunque, dovuto convenire che anche per quel che riguarda il cemento non si può fare ciò che si vuole.
La cosa si fa più ariosa e semplice per problemi più piccoli come il riconoscere o meno la vita, il definirne i confini, il tracciare i limiti all’accanimento terapeutico così come il tracciare i limiti al menefreghismo o al calcolo delle spese quando si tratta di vite ammalate che si ritengono non più utili alla società.
La libertà è un tema sonnacchioso al punto che ci riteniamo anche liberi di non pensarci affatto, ma quando casi limite vengono sbattuti in faccia attraverso i mezzi di comunicazione allora ci si risveglia e iniziano i tornei con lance, scudi e si improvvisa tutto quello che nel sonnecchiare si faceva senza pensare.
Con umiltà che è il suo stile, Gesù quando si trattò di tornarsene “a casa” dal Padre suo, fece un bel discorso ai suoi e senza parere, senza lance, né scudi fece, secondo me, un discorso da gran signore circa la libertà.
Più o meno (per il più e per il meno puoi verificare il brano che qui puoi trovare) Gesù disse, rivolgendosi al Padre suo e nostro: “io ora torno a te, finché sono stato in mezzo a loro li ho custoditi, ora devi seguirli in modo particolare perché sarò sempre con loro, ma non posso tenerli come le marionette e non posso neppure fare come una madre apprensiva che sciorina centinaia di consigli e raccomandazioni ai suoi figli.
E’ arrivato il momento in cui devono arrangiarsi un poco e se anche avranno l’aiuto dello Spirito Santo, nessuno potrà fare le cose al loro posto.”
E la libertà? Che la libertà piuttosto che essere faccio ciò che voglio (che del resto è impossibile) sia, invece, un vedersi affidato un compito, un mandato, un mondo di valori per decidere ogni giorno se, come e quando vivere secondo essi?
E’ libero chi non ha meta o chi, avendola, deve decidere ad ogni passo se fermarsi, tornare indietro, correre o camminare?
La meta, però, la devo imporre a tutti? E’ un altro discorso questo e magari ci sarà occasione per poterlo fare, certo che molto dipende dalla ragionevolezza della meta e del tragitto scelto, anche se questo porterebbe a disquisire sulla possibilità o meno della ragione di accedere a qualcosa di comunemente condivisibile, con il sospetto, però, che a furia di dire che non esiste una verità certa ci si troverebbe in difficoltà anche a fare una tale affermazione in modo certo e che, alla fine, a chi fa una simile affermazione non resterebbe altro che... fare come quando si era bambini: quando sembrava di aver esaurito gli argomenti pur con la convinzione di aver ragione, si partiva a fare a botte con una valanga di colpi.
Qui trovi il brano del Vangelo secondo Giovanni cui si fa riferimento