STUDI - TESTIMONIANZE - NARRATIVA
Il mio
rebbe soleva raccontarmi la storia di un ebreo che era
sfuggito con la moglie e il figlio all'Inquisizione
spagnola, e con una piccola barca, sul mare in tempesta,
aveva raggiunto un'isoletta rocciosa. Cadde un fulmine e
uccise sua moglie. Venne una tempesta e gettò suo figlio in
mare. solo e derelitto, nudo e scalzo, stremato dalle
tempeste e atterrito dai tuoni e dai fulmini, con i capelli
arruffati e le mani tese a Dio, l'ebreo proseguì il suo
cammino sull'isola rocciosa e deserta, e si rivolse al suo
Creatore con queste parole:
"Dio d'Israele, sono fuggito qui per poterTi servire
indisturbato, per obbedire ai Tuoi comandi e santificare il
Tuo nome. Tu però fai di tutto perché io non creda più in
Te. Ma se con queste prove pensi di riuscire ad
allontanarmi dalla giusta via, Ti avverto, Dio mio e Dio
dei miei padri, che non ti servirà a nulla. Mi puoi
offendere, mi puoi colpire, mi puoi togliere ciò che di più
prezioso e caro posseggo al mondo, mi puoi torturare a
morte, io crederò sempre in Te. Sempre Ti amerò, sempre,
sfidando la Tua stessa volontà!
Zvi
Kolitz, Yossl Rakover si rivolge a Dio, Adelphi, p.
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