RITORNA
Da
Paul Auster,
Il taccuino rosso, il melangolo
In un'atmosfera quasi identica, anche se la vicenda si
svolge in un arco di tempo più breve (alcuni mesi anziché
vent'anni), un altro amico, R., mi raccontò di un libro
introvabile che cercava invano di scovare setacciando e
spulciando cataloghi, alla ricerca di quella che doveva
essere un'opera eccezionale, divorato dalla gran voglia di
leggerla.
Mi raccontò di come un pomeriggio trovandosi a camminare
per la città, prese una scorciatoia che attraversava la
Gran Central Station, salì le scale che portano a
Vanderbilt Avenue e notò una giovane donna in piedi
appoggiata alla balaustra di marmo con un libro davanti a
sé: proprio il libro che stava disperatamente cercando.
Non era certo il tipo che attacca discorso con gli
sconosciuti, ma la coincidenza parve troppo sbalorditiva
per starsene zitto.
- Puoi non crederci - si rivolse alla giovane donna - ma ho
cercato quel libro dappertutto.
- E' splendido - rispose lei. - Ho appena finito di
leggerlo.
- Sai dove potrei trovarne una copia? - domandò R. - non so
spiegarti quanto sia importante per me -
-Ecco la tua copia-, replicò la giovane donna.
-Ma è la tua- protestò R.
-Era mia-, disse la donna -ormai non mi serve più. Oggi
sono venuta fin qui proprio per darla a te.
pp.30-31
Naturalmente
questo piccola biblioteca non vuole invitarti a regalare i
tuoi libri, ma il ripetere quell'atto delicato dell'offrire
il contenuto di qualcosa che si è assaporato, questo
sì.